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sabato 5 giugno 2010

Santo del giorno, calendario comune

Oggi la Chiesa ricorda San Bonifacio (Crediton, 673 c.ca – Dokkum, 5 giugno 754).
Il suo nome di battesimo era Vinfrido. Entrato nelle fila del monachesimo anglosassone diede lo slancio decisivo all'evangelizzazione della Germania ad est del Reno ed al rinnovamento della Chiesa franca. Egli fu quindi il creatore della struttura episcopale germanica. Questa la sua storia.
Nato da una famiglia nobile del Wessex, all'età di sette anni era stato affidato al monastero di Exeter per esservi educato. Più tardi entrò nell'abbazia di Nursling, presso Winchester, dove completò gli studi, fu ordinato sacerdote e si rivelò apprezzato maestro, attirando numerosi discepoli.
All'età di 40 anni, secondo il costume della sua terra, intraprese un viaggio, con lo scopo missionario di convertire i Sassoni del continente. Si recò pertanto in Frisia dove aveva operato Villibrordo, senza poterlo incontrare, a causa della ribellione dei frisoni contro i franchi di Carlo Martello, e dovette far ritorno in Inghilterra.
Ma tre anni dopo ne ripartì nuovamente e raggiunse Roma, dove papa Gregorio II gli conferì il mandato di evangelizzare i germani con il titolo di legato apostolico e gli impose un nuovo nome, Bonifacio da allora sempre usato da Vinfrido.
Bonifacio aveva compreso che era necessario presentarsi ai popoli da evangelizzare con il prestigio di una missione ufficiale da parte del capo della Chiesa e con la potente protezione dei franchi. Prima di iniziare la sua missione si fermò tre anni presso Villibrordo, in una sorta di apprendistato.
La sua missione cominciò dall'Assia e da qui si propagò con rapidi successi, ed ebbe un momento spettacolare quando Bonifacio fece abbattere un importante simbolo del mondo pagano, la secolare quercia sacra di Geismar, con il cui legno ordinò di edificare la chiesa dedicata a San Pietro a Fritzlar.
Fu consacrato arcivescovo e, dopo aver consolidato le strutture ecclesiastiche, favorì lo storico patto fra i franchi ed il papato.
Avanti negli anni si ritirò nel monastero di Fulda , grande centro monastico di cultura e spiritualità, progettato dal discepolo Sturmio, sull'esempio di Montecassino.
Ormai ottantenne, mentre si recava in Frisia orientale a cresimare i neofiti, venne assalito da una banda di rapinatori e quindi ucciso per impossessarsi delle sue casse di libri, scambiate per casse di tesori.
Il suo corpo, recuperato da una spedizione di Franchi, fu sepolto a Fulda, dove ancora oggi si riunisce attualmente la conferenza episcopale tedesca. E' venerato, oltre che in Germania, anche in Inghilterra.

giovedì 3 giugno 2010

Santo del giorno, calendario domenicano

Oggi il nostro Ordine domenicano ricorda la figura di San Pietro da Verona, primo martire domenicano (martirio presso Seveso il 6 Aprile 1252).
Proveniente da famiglia eretica, fu affascinato dalla parola del Santo Padre Domenico a Bologna, dove si era recato per gli studi universitari. Ebbe come modello lo stesso fondatore, per le sue principali virtù: castità vissuta con gioia, austerità di vita, parola bruciante.
Nel 1242 venne nominato Inquisitore per la Lombardia e, forse anche per il contrasto con le sue origini, vide concentrare su di sè l'odio implacabile degli eretici. Un loro sicario lo assassinò il 6 Aprile 1252 sulla strada tra Como e Milano (presso Seveso).
Santa Caterina che ne tesse l'elogio nel suo "Dialogo" lo rappresenta come campione della fede, tanto che in punto di morte scrisse per terra con il proprio sangue "Credo in Deum".

pessimismo?

Allora bisogna essere pessimisti? Per quello che mi riguarda, ripeto il motto di un santo: "Dio solo".
Nonostante tutto Cristo continuerà a salvare la sua Chiesa, e, con essa, forse, il mondo intero.

La dimenticanza dei beni futuri

Il Papa Leone XIII, nella sua enciclica "Laetitiae sanctae" dell'8 settembre 1893, enunciava vari mali nella società (si veda anche uno dei primi nostri post, dove si parla del rimedio dei misteri gaudiosi), ancora per nulla scomparsi, anzi semmai aggravati. In particolare mi riferisco qui alla dimenticanza dei beni futuri, per cui si additava come rimedio i misteri gloriosi del rosario.
A questo proposito voglio ricordare che i pellegrini che si recavano a Roma (pur già definita "Babilonia" da San Girolamo, forse per il paganesimo e la corruzione di certe gerarchie, fra cui si annoveravano molti suoi nemici), quindi in un centro senz'altro avvolto da un atmosfera di santità (già alla fine del II sec., il carisma e la vocazione universale di Roma sono riconosciuti in tutto il mondo occidentale), ma, come osserva Richard Barber, non paragonabile ad intensità spirituale con Betlemme e Gerusalemme, in quanto Roma esercitava sui pellegrini un'attrazione assai più legata alle cose di questo mondo, ecco che tuttavia, dicevo, i pellegrini (al contrario forse di funzionari e mercanti) raramente si soffermano a descrivere le loro speranze concrete nella vita presente(stando ai graffiti ritrovate sulle tombe dei martiri, allora oggetto di pellegrinaggio), e non domandano mai la guarigione delle loro sofferenze, ma solo chiedono l'intercessione dei santi per la vita dopo la morte, non per questa vita.
Concludo dicendo che certe volte mi sembra giusto il detto di un reazionario, che dice che il progresso è quella cosa dove mille cose cambiano, di cui una sola o due in meglio.
Io non trovo nulla di male in certo materialismo religioso, ma certo la santità è una cosa oggettiva ed incontrovertibile. Onore, quindi, ai nostri antenati.

Santo del giorno, calendario comune

Oggi la Chiesa ricorda Carlo Lwanga e dodici compagni martiri, guardie reali e paggi dell'allora regno del Buganda (ora repubblica di Uganda), bruciati vivi nel corso della persecuzione scoppiata in questo regno alla fine dell'ottocento.
Sul luogo del loro martirio è stato costruito a Namugongo un santuario, e l'altare maggiore è stato consacrato, durante il suo viaggio in Uganda, da Paolo VI, nel 1969, dopo che, cinque anni prima, aveva proclamato santi Carlo Lwanga e i suoi dodici compagni.

martedì 1 giugno 2010

Santo del giorno, calendario domenicano

Oggi il calendario domenicano celebra Beati Sadoc, sacerdote, e compagni martiri.
Sadoc, ancora giovane, ricevette l'abito domenicano dallo stesso San Domenico, dal quale venne mandato in Pannonia a diffondere l'Ordine. Così, con fra Paolo d'Ungheria, fu il fondatore e promotore della Provincia d'Ungheria e là vi passò molti anni. Di là fu trasferito a Sandomierz in Polonia per dirigervi i frati. Ivi, con tutta la Comunità di 48 frati venne ucciso dai Tartari nel 1260, mentre cantavano a Compieta la Salve Regina.
Questo eccidio fu recentemente comprovato con il ritrovamento dei ruderi del convento e di molti scheletri, negli scavi compiuti a Sandomierz.
Pio VII il 18 Ottobre 1807 permise il loro culto, già diffuso: fin dal 1295 se ne celebrava la memoria a Sandomierz, nella chiesa di Santa Maria.

Santo del giorno, calendario comune

Oggi si ricorda il martire San Giustino (inizio II secolo- Roma, circa 164 martire). Originario della Samaria studiò a fondo i filosofi greci e soprattutto Platone. Attratto infine dai profeti di Israele, si converte al cristianesimo, ma senza rompere con la sua tradizionale educazione, in quanto ritiene di aver trovato in Cristo la pienezza della verità cercata primieramente con la filosofia. Si batte acremente contro i pregiudizi verso il cristianesimo, soprattutto contro l'accusa di essere dei sovversivi e nemici dello stato, cosa che gli costò la vita, per istigazione del filosofo Crescente, un pensatore molto vicino al potere, contro cui aveva lanciato un libello. Nonostante la maggior parte dei suoi scritti sia andata perduta, perfino il Concilio Vaticano II si è richiamato ai suoi insegnamenti, in due documenti fondamentali, la Gaudium et spes e la Lumen Gentium.