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giovedì 1 marzo 2012

report seminario Iustitia e pax Roma San Sisto


Seminario di studio
"La compassione che si fa grido. Educare i giovani alla giustizia e alla pace"

Comunicato finale del seminario

"Quando ho ricevuto l'invito a condividere la mia esperienza in questo seminario, mi sono sorpreso perché oggi sono pochi gli spazi di ascolto dei giovani". Alessio, 28 anni

Il 25 febbraio si è svolto a Roma il secondo seminario tematico promosso dalla Commissione Nazionale Giustizia Pace e Creato della Famiglia domenicana. "La compassione che si fa grido" è stato l'invito ai circa 40 partecipanti che, tra relazioni, interviste e gruppi di lavoro, hanno riflettuto in gruppo su quanto le grida che ci arrivano dalla nostra società, in particolare dai giovani, toccano la nostra sensibilità e le nostre viscere, e ci spingono ad agire, "gridando" a nostra volta le ingiustizie che lacerano la speranza, minano le prospettive di futuro, lastricano di paure le strade dei sogni.

L'immagine che emerge dalla giornata di studio è una generazione di giovani e adulti con un senso profondo di mancanza di opportunità e speranza (lavoro, studio, famiglia..) e un esercito di adulti che non si lasciano educare e interrogare dalla realtà, e optano spesso per la passività e l'indifferenza. È chiaro a tutti ormai che il modello economico adottato fino ad ora come l'unico possibile, non solo affama intere popolazioni (i cosiddetti sud del mondo) ma sta minando la sicurezza economica, sociale e politica di quelle nazioni considerate sviluppate e ricche.

"Rischiamo di perdere i punti di contatto con i giovani. Gli adulti devono ascoltare la diversità di generazioni. Come educarci insieme, giovani e adulti?" Così ci ammonisce fra Domenico Cremona nella sua introduzione al seminario.
Andrea Baranes alla domanda su come siamo arrivati a una crisi così profonda e come ne possiamo uscire, risponde: "Le difficoltà a uscire da questa crisi non sono tecniche, ma culturali. Possiamo uscirne, ma è necessario proporre investimenti finanziari che non siano staccati dall'economia reale e produttiva del paese. Perché non è la finanza e la speculazione che porta la crescita in un paese. Oggi si può speculare anche sul prezzo del grano e la gente che vive sul grano si affama perché qualcuno guadagna sul cambiamento di prezzo. Molte congregazioni religiose hanno soldi in banche alle quali non chiedono mai come usano il proprio denaro. Se si creasse un movimento critico in questo senso, credo che il cambiamento sarebbe possibile."
Don Renato Sacco ci invita a essere lungimiranti sul tema del disarmo: "Che senso ha oggi acquistare i cacciabombardieri F35 quando con lo stesso investimento potremmo migliore educazione, sanità e sicurezza? Gli interventi armari in Irak e Afganistan hanno mietuto tante vittime e tanto risentimento nella popolazione locale. In guerra una delle prime vittime è la verità, quindi l'informazione. Mi sono recato diverse volte in Irak e ascoltare le storie delle persone che hanno perso un figlio, un fratello, un parente in un bombardamento intelligente è straziante."

Il momento che ha tenuto un po' tutta l'assemblea in ascolto, compresa la classe del V liceo che ci aveva appena raggiunti, è stato quando sono intervenuti Daniela Roggero e Alessio D'Angelo, i due ragazzi che avevamo invitato per provocare i due relatori della tavolta rotonda. Due esperienze e due vissuti diversi, ma che si sono integrati perfettamente. Daniela ha fatto dell'educazione alla giustizia e alla pace il suo leit motiv, lo ha definito il suo "progetto di vita lavorativa e privata". Dice "le mie scelte quotidiane sono elementari, sono gocce rispetto a un mare di cose che non vanno, ma le faccio lo stesso. Cosa posso fare io perché tutti si impegnino? Spesso vado nelle scuole a condividere la mia esperienza con i bambini soldato e vedo che i ragazzi rispondono interessati, e sento che il seme è gettato. Non piace parlare di conflitto tra generazioni, io non lo vedo. Per me dobbiamo educarci ed educare le nostre comunità. Che ci vuole? Facciamolo!"

Alessio ci racconta un po' il suo percorso personale e condivide il suo sogno: "Ho scelto giurisprudenza perché volevo fare il magistrato, era il mio sogno. I miei punti di riferimento erano Falcone e Borsellino. Poi la vita mi ha costretto a dover lavorare e studiare allo stesso tempo: il ritmo degli esami si è rallentato e nel frattempo la burocrazia con la Riforma Gelmini ha fatto si che per fare il magistrato la strada è ancora più lunga e difficile. La frustrazione è avere sogni e constatare di non avere le opportunità come gli altri per poterli inseguire. Simbolicamente credo che noi giovani stiamo un po' come in quelle case da Ikea dove in 20 metri quadrati hai tutto ciò che ti serve, molto funzionale, ma in uno spazio così ristretto che non respiri."

Concludono la mattinata i due relatori della tavola rotonda, Lilia Illuzzi e Don Luca Pandolfi: la prima ci accompagna a riflettere che il mondo digitale del Web 2,0 (i social network) non è qualcosa di cui avere paura ma uno spazio con il quale entrare in contatto, sapendo equilibrare bene "Silenzio e Parola", come ci invita il Papa per la Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2012. Lilia afferma: "Quello che viviamo nella vita reale lo riportiamo nello spazio dei social network. Questi strumenti sono diventati oggi anche fonti importanti di informazione, per questo dobbiamo fare attenzione e seguire il percorso dell'accordo commerciale plurilaterale, il cui acronimo è ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement"), che intende attivare una serie di misure per controllare ciò che si scambia e si condivide in internet."
Al secondo relatore, Don Luca, abbiamo chiesto di aiutarci a delineare le caratteristiche della gioventù attuale. Dice: "Forse dobbiamo smetterla di considerare giovani degli adulti di 30-35 anni. Spesso il problema è degli adulti che non vogliono far crescere i giovani. Credo che la sfida è di educare gli adulti. Un'immagine che rifiuto è quella che oggi i giovani sono sfortunati, io credo siano vittime di un sistema che non offre opportunità. Davanti alla sfortuna non possiamo fare nulla; davanti all'oppressione della vittima possiamo agire per cambiare le cose e quindi avviare un processo virtuoso di liberazione."

Ciò che è più difficile sintetizzare in queste pagine è la ricca partecipazione degli interventi delle persone nei lavori di gruppo e nei momenti di scambio.

Non so se abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo proposti con il seminario, però siamo certi che ha gettato qualche seme per alimentare un po' di senso critico in noi, adulti e giovani, per abitare questa storia con maggiore com-passione. Come ci dice fra Brian Pierce nel suo intervento a chiusura del seminario: "E' importante per noi ricordare che i frati (Montesinos e la sua comunità) non scapparono dal dolore del prossimo. Anzi, si lasciarono toccare fin nelle viscere, affrontando il male che quotidianamente gli si presentava davanti ai loro occhi.  E' ciò che videro con i loro occhi, ciò che hanno gridato con tutte le loro forze.”

NOTA: Sul nostro sito www.giustiziaepace.org, sono disponibili alcuni dei materiali e le foto. In particolare vi segnaliamo la scheda didattica preparata per il seminario che potete scaricare.

lunedì 13 febbraio 2012

proclama patriottico

CON AMEDEO DI SAVOIA RISORGERANNO I SAVOIA E RISORGERA' L'ITALIA.
http://www.crocerealedisavoia.it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1
www.monarchia.it

domenica 15 gennaio 2012

uscire dal mondo

La forza del mondo e l'unica sua ragion di essere e di esistere è congiurare contro la vita. Ed alla fine, come con Gesù, ce la fanno davvero.
Se potete,entrate in un eremo (non surrogati, come casa, bottega etc., un vero e proprio eremo, dico) e buttate la chiave. Unica speranza sarebbe un cambiamento politico che sancisca la fine degli empi (ma credo che dopo Monti, gli empi torneranno ancora). Io sono troppo vecchio per crederci.
Buona fortuna, se si potesse dire. A presto, fratelli.

sabato 14 gennaio 2012

sito ufficiale del rosario della famiglia domenicana

http://www.rosarium.op.org
Questo è il sito ufficiale del rosario della famiglia domenicana, l'Ordine deputato, dai papi, da sempre alla diffusione di questa grande spiritualità del rosario. E' disponibile in molte lingue; visitatelo per il vostro incontro con il rosario cattolico autentico.

venerdì 6 gennaio 2012

Una cosa che avrei sempre voluto dire

Come membro della commissione nazionale domenicana Iustitia e pax sono tenuto a riflettere sulla attuale crisi della società italiana. In questi giorni stò facendo mente locale sulla scienza dei santi. Le loro spiegazioni sono sempre piuttosto chiare e lapidarie; forse danno fastidio per la loro sicurezza apodittica, così lontana dal clima cervellotico della nostra epoca, ma ci riportano ai punti ed alle verità fondamentali, perenni. Che ne dite, fratelli, non potrebbe essere che anche questa volta la Vergine ci abbia piagato con questi mali perchè ci siamo raffreddati nella sua devozione, che si esprime, per esempio, così bellamente nella tradizionale devozione del rosario? Potrebbe essere proprio la crisi di questa preghiera l'emblema della nostra crisi nazionale. Come imprenditore le cause dei bassi costi cinesi non mi convincono pienamente. Sono anni che il colosso cinese ha registrato un deciso aumento dei salari e gli stessi materiali, lo sperimento io stesso nel mie settore delle perline, dimostrano che le quotazioni cinesi sono spesso più alte di quelle europee; quindi il differenziale dei costi dei fattori non vale a spiegare l'attuale debacle italiana. Perchè non riprendiamo tra le mani il rosario?
Per chi ama la preghiera individuale consiglio il rosario certosino http://ffz.leonardo.it/lofi/IL-ROSARIO-CERTOSINO-di-padre-Riccardo-Barile-O-P-/D9788462.html
spiegato in questo video di Gloria TV dal Padre Barile, domenicano, il vero ed autentico profeta del rosario dei nostri tempi.
Maggiori informazioni su questo rosario li potete trovare scrivendo a info@sulrosario.org del Movimento domenicano del rosario di Fontanellato. Vi risponderà Padre Mauro Persici responsabile del movimento, il quale tuttavia è sempre in giro a propagandare il rosario per cui potete scrivere a me a questa mail monenric@yahoo.it
Essendo un volontario del movimento posso farvi avere del materiale su questo tipo di rosario.
Altrimenti se amate il rosario comunitario vi consiglio il tradizionale rosario di Alano de la Roche, quello comunemente conosciuto nelle Chiese e nelle parrocchie, e quello anche cui cui si riferiscono la quasi totalità delle guide di preghiera, oggi in circolazione.
Buona Epifania.

Riflessione sulla crisi della nostra società

La crisi che attanaglia il nostro paese può avere una spiegazione che può apparire semplicistica, ma che ha una indubbia valenza esplicativa. Io lo vedo nella mia famiglia: i miei nonni, sebbene sviati dal comunismo ateo, avevano conservato una certa fede (chi più, chi meno) e vivevano in armonia, per quanto in povertà. La generazione successiva al pari di Caino ha dimenticato Dio ed ha fatto grandi progressi nella vita materiale, ma poichè la sua casa era fondata sulla sabbia è scivolata fatalmente indietro, prima sul piano morale, eppoi, fatalmente, anche in quello economico. Dopo la sbornia del produttivismo frenetico e del consumismo fatuo, dobbiamo riprendere la fede dei nostri avi, affinchè il degrado economico non spinga ancor più in basso la leva morale (come sembrano dimostrare il moltiplicarsi degli omicidi in queste settimane), anzichè fornire l'occasione per una più sobria riflessione sui valori fondamentali della vita e per guardare con maggior distacco le vicende di questo mondo, cercando di recuperare anche nella società quei valori di cooperazione e sostegno reciproco che un atteggiamento maturo imporrebbe nei momenti difficili, anzichè scaricare facilmente e banalmente, come bambini perversi, le colpe sugli altri.

lunedì 26 dicembre 2011

una invocazione universale alla Vergine

Fratelli, in questi tempi così difficili, per l'Italia, ma un pò per tutto il mondo, faccio un accorato appello perchè gli uomini di tutte le religioni, e se possibile anche gli atei, rivolgono una preghiera, spontanea o culturalmente mediata dalla loro spiritualità, alla Vergine, per la salvezza del mondo. Nelle situazioni di calamità non ci sono distinzioni di sesso, credo, razza, religione; tutti debbono ricorrere al cielo per implorare l'aiuto divino sulle nazioni così devastate. Questa è una pratica antica, spontanea e naturale che dovrà prevalere sull'istinto e la cultura di morte, così diffusa nel mondo contemporaneo, se vogliamo davvero evitare il pericolo di uno spargimento di sangue, che già si profila all'orizzonte.