Mi chiedo perchè ancora dobbiamo imbarcarci in queste stupide guerre come quelle contro Saddam e ora contro Gheddafi, archetipo di tutte le guerre grandi e piccole, anche quelle tra di noi, le piccole guerre di quartiere, del razzismo, dell'esclusione sociale, dove l'unica logica è quella ridicola e vile del tutti contro uno. Dove gli interessi economici di piccoli e grandi potentati sono scambiati per l'interesse generale.
Qui con Saddam e Gheddafi poi c'è il trionfalismo della potenza di una civiltà ipertecnologica dove la potenza delle armi e del substrato economico nasconde un pauroso vuoto di valori in cui è normale per esempio fondere una catenina da comunione per comprare una i-pad o l'ultimo telefonino, insomma dove la frenesia consumistica si sostituisce ai valori eterni della Tradizione, per cui ci chiediamo realmente se questo modello di civiltà che vogliamo a tutti i costi esportare sia davvero benedetto agli occhi di Dio, cosa di cui c'è da dubitare assolutissimamente. Insomma anche il progresso tecnologico è importante e può migliorare la nostra vita, ma senza Dio tutto svanisce nel nulla. Mi fermo qui, lascio a Voi solo questo spunto di meditazione.
Un caro saluto a tutti.
venerdì 25 marzo 2011
martedì 15 marzo 2011
La stirpe di Maria
Un nugolo di opinioni discordanti si è levato sulla nobiltà delle origini della Vergine Maria: c'è chi l'ha considerata di stirpe regale, chi di stirpe sacerdotale, adducendo varie ragioni spesso dettate dal sentimento, più che da seria riflessione. Il grande Dottore San Tommaso di Aquino, sempre raccomandato dalla Chiesa, oltrechè particolarmente caro a noi domenicani (sebbene forse non sbaglieremmo anche se dicessimo che i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa, visto la sua trascuratezza più che altro tra i mediocri) risolve la questione con la solita semplicità unita a rigore teologico. Egli afferma quindi che la vergine Maria fu insieme di stirpe regale e sacerdotale. Fu di stirpe sacerdotale, perchè da parte di Elisabetta, definita da Luca sua parente, era delle figlie di Aronne, primo sommo sacerdote dell'ebraismo. I figli di Aronne erano una linea sacerdotale ricompresa nella più ampia porzione dei Leviti: essi si occupavano dei sacrifici rituali, mentre gli altri leviti avevano il compito ausiliario di cantare, di suonare e di assistere. Da parte del Padre invece la Vergine Santissima era della stirpe di David, come dimostra i fatto che vi era l'abitudine anticamente, presso gli ebrei di prendere in moglie una donna della propria tribù e della propria parentela e per giunta Giuseppe che era della casa di David non avrebbe portato con sè Maria a Betlemme per il censimento, se anche ella non fosse stata del solito casato.
Quindi riassumendo ella era di stirpe sacerdotale per la sua parentela con Elisabetta e di stirpe regale per il suo coniugio con Giuseppe.
Quindi riassumendo ella era di stirpe sacerdotale per la sua parentela con Elisabetta e di stirpe regale per il suo coniugio con Giuseppe.
martedì 8 marzo 2011
lunedì 28 febbraio 2011
evento dell'amicizia ebraico-cristiana di Firenze
Ebrei, cristiani e musulmani: itinerari in dialogo
RELIGIONE E VITA QUOTIDIANA
I° INCONTRO
Mercoledì 9 marzo 2011
ore 21.00
presso Auditorium Stensen
Viale don Minzoni, 25/C
La Moschea per la Città
conoscere per condividere
Ne parlano: Izzeddin Elzir
Francesco Margiotta Broglio
rav Joseph Levi
Marco Bontempi
Mario Primicerio
e Comune di Firenze
Moderatore:
Pavel Gajewski
domenica 6 febbraio 2011
poesia
I demoni si avventano sul
tuo corpo e straziano l'ultimo
alito di vita: Tu li respingerai
con la forza del Rosario, con
la potenza esplosiva dell'Eucaristia.
Se il male ti coglierà vecchio
e ansimante, l'ultimo respiro
sarà quello della croce
che ci rende simili
alla Verità, che
tanto stenta a trovar
posto fra gli uomini.
Se il Malvagio ti vuole umiliare,
la Gloria della Croce è il tuo scudo,
quella che attesta la Tua appartenenza
al Cielo. Se sei diventato estraneo
agli uomini e fosse anche
agli angeli, sappi che analoga
sorte è toccata ai santi ed ai giusti
del Primo testamento. E così la vita,
va,
rotolandosi dall'eternità
senza apparenza di imparare nulla,
forte dei suoi automatismi,
dimentica di coltivare quell'anima
per cui siamo creati e redenti.
tuo corpo e straziano l'ultimo
alito di vita: Tu li respingerai
con la forza del Rosario, con
la potenza esplosiva dell'Eucaristia.
Se il male ti coglierà vecchio
e ansimante, l'ultimo respiro
sarà quello della croce
che ci rende simili
alla Verità, che
tanto stenta a trovar
posto fra gli uomini.
Se il Malvagio ti vuole umiliare,
la Gloria della Croce è il tuo scudo,
quella che attesta la Tua appartenenza
al Cielo. Se sei diventato estraneo
agli uomini e fosse anche
agli angeli, sappi che analoga
sorte è toccata ai santi ed ai giusti
del Primo testamento. E così la vita,
va,
rotolandosi dall'eternità
senza apparenza di imparare nulla,
forte dei suoi automatismi,
dimentica di coltivare quell'anima
per cui siamo creati e redenti.
venerdì 7 gennaio 2011
Santo del giorno, calendario domenicano
Oggi l'Ordine domenicano ricorda San Raimondo di Penafort, nato da nobile famiglia catalana nel castello di Penafort. Dedicò la giovinezza agli studi umanistici. Brillante carriera, a 30 anni era già professore universitario fu conquistato dall'ideale domenicano. E qui diventa addirittura Maestro Generale, cioè successore, il secondo, di San Domenico. Molto incline all'umiltà dopo due anni ottiene l'esonero e si dedica nella sua nazione alla conversione di ebrei e mori. Fu penitenziere di papa Gregorio XI e confessore del re Giacomo I di Aragona. In letteratura è noto per aver steso su incarico di Gregorio XI la raccolta dei decretali pontifici, capolavoro di diritto ecclesiastico. Un santo davvero a 360 gradi, dato che ebbe tempo anche per farsi amico e patrocinatore dei poveri e sofferenti.
eucaristia
Nella temperie culturale moderna, con la recezione del metodo storico-critico, anche da parte cattolica, la demitizzazione, per non parlare poi delle scoperte archeologiche che mostrano l'inconsistenza, almeno sul piano storico, di alcuni episodi biblici e più in generale a causa della impostazione culturale prevalente data dalla moderna conoscenza scientifica si stanno delineando, non necessariamente come conseguenza diretta, ma almeno al limite, dei percorsi culturali volti a negare la stessa esistenza storica di Gesù. A questo proposito vorrei invitare quanti si stanno incamminando in questa via sbagliata a preferire alle elucubrazioni di certe teorie, pur sempre soggettive (visto che lo stesso Bultmann affermava che non potremo mai sapere niente su Gesù), l'esperienza della Eucaristia, di cui ad esempio l'ultimo dei Padri della Chiesa Occidentale, Isidoro di Siviglia, sottolinea con particolare forza il carattere di "res", in quanto sacramento che veicola la presenza reale ed effettiva di Gesù Cristo tra noi, in maniera quasi sensibile, oserei dire, ancor oggi.
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